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lunedì 28 novembre 2011

BiLe! il pdf satirico di cattivo gusto.

Colpevolmente ho abbandonato per diversi mesi questo blog. (Come se qualcuno ne avesse sentito la mancanza...). Mentre qui si formavano ragnatele e forattini alle pareti, dall'altra parte, abbiamo ricominciato a fare una pseudorivista in formato pdf. Gratis, ovviamente, come tutte le cose belle esistenti al mondo.

E niente, volevo solo dire che siamo arrivati al numero tre e che potete leggerelo nel widget qui sotto.
Per i numeri precedenti, invece, cliccate QUI


lunedì 9 agosto 2010

Il megafono del Governo

Oggi vado per prendere la posta nella cassetta delle lettere e tra le solite bollette e proposte di Master di Publitalia 80 in "progettazione di master completamente inutili e costosi", mi sono ritrovato anche un lettera del Club delle Libertà. Cose che capitano quando, per pigrizia, dai il consenso al trattamento dei tuoi dati personali durante l'iscrizione a escortdilusso.com. Al club delle libertà invece mi ero iscritto il mese scorso perché ti regalavano 100 euro ad ogni manifestazione pro-Berlusconi a cui partecipavi. Purtroppo sono un debole e la mia moralità non è più solida come un tempo da quando ne ho appaltato l'ampliamento alla ditta di Anemone. In compenso, durante i lavori, mi hanno lasciato una moralità "di cortesia" sostituiva. Credo che fosse la moralità di Scajola perché quando la usavo avevo una voglia insana e malata di nucleare. Con contorno di patate e cipolle.
Ma tornando alla mia posta, dicevo della lettera del club della libertà. La apro e ci trovo dentro una missiva nientepopodimenoché del presidente Berlusconi.
Caro amico / cara amica del club della libertà,
E' il tuo presidente che ti scrive perché la mobilitazione permanente è necessaria per contrastare i disfattismi e i personalismi di chi antepone i propri particolari interessi al bene di tutti, al bene del Paese. Per questo motivo ti chiedo la disponibilità a partecipare a questa grande opera di diffusione attraverso una capillare rete di militanti basata sulla suddivisione delle 60 mila sezioni elettorali. Sarà il più grande porta a porta mai realizzato in Italia, ed è per questo che chiedo il contributo di tutti coloro che credono negli ideali di libertà. Dobbiamo impegnarci tutti e di più!
Sig Heil!
Oh mio dio! Il presidente in persona sta chiedendo il mio aiuto e io sono ancora qui in ciabatte che mi rigiro la posta tra le mani del tutto incurante che il futuro del mio paese è messo a rischio da una cricca di imbroglioni, mascalzoni, cialtroni e berlusc... ops... e finiani (si finiani... Bocchino è un finiano, a dispetto del nome). Dunque, basta oziare. Bisogna allestire un banchetto promozionale del governo. Servono volantini che elenchino dettagliatamente tutte le cose buone realizzate da questo governo. Un elenco gigante stampato su fogli A4. Magari tagliati in due. No, resta spazio. Tagliati in 4, interlinea doppia, carattere verdana. Ok. Serve il gazebo. Al Careffour ce n'è uno in offerta a 99 euro. Servono 99 euro. Porco cazzo, 11 mesi di stage e non mi hanno pagato neanche i buoni pasto. Ma non mi devo lamentare, altrimenti non sono abbastanza flessibile. Potrei vendere i flessibili di rame che trovo in casa. Conosco un tizio romeno che se te lo paga bene il rame. Ah cazzo, l'hanno rispedito in Romania. Dice che anche se era un cittadino dell'Unione Europea come un tedesco o un inglese, era pericoloso per la sicurezza in quanto da un'attenta misurazione del suo cranio risultava essere un rom-clandestino-extracomunitario-negro-frocio-sieropositivo-satanista-delcazzo. E per di più faceva l'assicuratore. Vabe' i soldi li chiedo a mio padre; 99 euro più 99 euro meno, mi mantiene da 26 anni non penso che faccia storie proprio adesso. Papà non è colpa mia se la crisi globale ha colpito anche la nostra nazione che, sebbene sia uscita dai guai molto prima rispetto a tutte le altre e che anzi non ci è manco entrata grazie alle astute mosse di Tremonti, che è riuscito a fare una manovra finanziaria che neanche Franklin Delano Roosvelt si sarebbe immaginato in preda agli acidi o dopo aver leccato la schiena di Schifani, ok. Grazie dei soldi pa', se vuoi ti porto un bicchier d'acqua così ti riprendi dal discorso.
I volantini ce li ho, i soldi per il gazebo pure. Ok, posso andare a dare il mio contributo come credente agli ideali della libertà. Cos'è questo? Cazzo è arrivato il nuovo catalogo di Victoria Secret. Non disturbatemi per le prossime 48 ore. Se cade il governo, ciccia.

lunedì 5 luglio 2010

ghe pensa lù

Berlusconi a tutti i telegiornali ha detto: "ghe pensi a tuto mì". Oggi gli ho telefonato per dirgli che ci sarebbe il bagno da pulire.


(pics di Betty Greco)

giovedì 1 luglio 2010

Sciopero

Oggi sciopero dei magistrati. La giornata di Berlusconi è cominciata alla grande.



I magistrati stanno scioperando contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria. Come se i magistrati non prendessero già abbastanza soldi per il loro lavoro. Che poi consiste nel farsi insultare ripetutamente da tutto il Popolo della Libertà.

Anche Nicola Mancino, vice presidente del CSM, ha criticato i magistrati che scioperano.
Mancino ha detto: « autonomia e indipendenza della magistratura non dipendono dai livelli di remunerazione ». Soprattutto se sei in affari con Anemone.

venerdì 30 aprile 2010

venerdì 23 aprile 2010

Il cristianesimo spiegato da Mons. Fisichella

Lezione 1 - la comunione ai divorziati
"La Chiesa non ha mai cambiato idea: i divorziati che si sono risposati una seconda volta civilmente non possono accostarsi alla comunione. Con la separazione dalla seconda moglie, Berlusconi e' quindi tornato ad una situazione, diciamo cosi', ex ante. E' il secondo matrimonio civile, da un punto di vista canonico, a creare problemi perche' e' solo al fedele separato e risposato che e' vietato comunicarsi, perche' sussiste uno stato di permanenza nel peccato".

Capito? Se sei un divorziato, puoi scoparti chi  ti pare purché tu non pretenda di sposarti una seconda volta altrimenti faresti peccato. D'altronde lo predicava anche Gesù nel vangelo di Tiramolla.

(in foto: Mons. Fisichella mentre predica la parola di Dio a "Porta a Porta")

martedì 13 aprile 2010

Vignetta e polemiche

Tutti a ragliare contro questa vignetta di Staino. Come se il buon Sergio desiderasse davvero che una tragedia simile accada al governo italiano.

Che poi, a pensarci bene, sarebbe una cosa impossibile dato che qui da noi gli aerei di stato trasportano solo Berlusconi, Apicella e le solite troie.

martedì 23 marzo 2010

Chiudete i pollai. Arriva la volpe

Niente Annozero, niente Ballarò, niente Porta a Porta. Si deve rispettare la "par condicio". Niente programmi pollaio. Non sia mai che la gente possa scoprire che il PDL ha rotto il cazzo.

Oggi però a Uno Mattina è arrivata la telefonata di quel volpone di Silvio Berlusconi. Solito show pre elettorale con i consueti attacchi verso il "partito dei giudici", l'asse del male e il cadavere di Lenin.
Non sono stupito del fatto che, come al solito, abbia dato prova del totale spregio dei valori democratici. Ormai per lui è diventata una cosa naturale e incontrollata come il battito delle ciglia o la candidatura per chi gli succhia l'uccello.

La cosa che veramente mi fa incazzare è che dopo quasi 15 anni di questi teatrini, ci sia ancora gente che lo reputa un leader credibile e liberale.
La questione è molto semplice. Da un lato ci sono coloro i quali vengono in qualche modo avvantaggiati dal votare Berlusconi e quindi ricadono di diritto nella categoria dei complici. Dall'altra parte, invece, c'è il branco di idioti.

 [pics di Marco Tonus]

Berlusconi vs. il Cancro



Votate per la PDL e sconfiggeremo il cancro. Esatto, avete sentito bene. Noi della PDL non siamo come quei tristi e boriosi comunisti che tentano ogni anno di sabotare le Telethon, e che nelle segrete dei loro circoli mettono a punto armi biologiche in grado di aumentare la diffusione di questa tremenda malattia nel nostro paese.

Noi, il partito del fare, siamo qui oggi per dare un chiaro messaggio a questi figuri. Proprio come Gesù, noi non ci faremo fermare dalla croce delle menzogne sulla quale i Ponzio Pilato della sinistra ci hanno fatto inchiodare.
Io, Silvio Berlusconi, vi prometto che risorgerò dal mio sepolcro di Putin e porterò pace e amore a tutti voi miei cari sudditi.

Insieme scofiggeremo il popolo del male. Viva il PDL! Viva Silvio Berlusconi! E viva la libertà!

Ecco, al punto in cui siamo, sarebbe stato meglio fare un discorso del genere. No?

sabato 20 marzo 2010

L'amore vince sull'odio. Ma i soldi battono pure sasso, carta e forbice.

[foto trovata qui: http://friendfeed.com/lucah]


Driiiiiin...  telefono.


- Pronto?

- Salve, chiamo da parte della sua agenzia di lavoro interinale.

- Buongiorno. Mi avete trovato un altro posto in qualche piantagione di cotone?

- No. In realtà la chiamiamo per sapere se intende andare alla manifestazione di Roma.

- ...?

- La manifestazione per il presidente Silvio Berlusconi. Contro l'esercito del male.

- No, guardi, non sono un fan di star wars.

- Se decidesse di venire a Roma, non le nascondo che potrebbero esserci buone possibilità per un lavoro a breve. Non so se ha capito. E poi il viaggio è totalmente spesato, con pranzo e cena offerti dal PDL.

- Come scusi?

- Si. Inoltre, se lei accettasse anche di indossare una maglietta con la scritta "meno male che Silvio c'è" le regaleremmo una vera banconota da 100 euro.

- Pensate davvero che la mia dignità valga un viaggio a Roma in autobus "all inclusive" e una banconota da 100 euro?

- Così dicono i sondaggi...

- A che ora mi devo far trovare alla stazione dei bus?


***

Aggiornamento delle 16.25


...Cortei arrivano a S. Giovanni sulle note di Star Wars

A furia di battere la testa contro il muro devo essere diventato veggente...

venerdì 26 febbraio 2010

tre metri sopra il pulitzer

A momenti non mi andava la pasta di traverso.  Parte il Tg1 e sento "Mills assolto". Si, e Berlusconi è Madre Teresa.
Per caso c'è in corso una scommessa tra Minzolini e Mimun su chi è il peggior direttore del Tg1 di tutti i tempi? No, perché al momento Minzolini cavalca delfini.



In realtà la cassazione ha solo stabilito che il reato è prescritto. Non significa affatto che Mills è innocente (assolto) ma solo fortunello dato che non sconterà la pena inflittagli in primo grado e confermata in secondo (quindi diversi giudici hanno appurato la sua colpevolezza) ma l'avvocato inglese resta un corrotto per aver testimoniato il falso a favore di Berlusconi, quando era imputato ai processi Fininvest-Gdf e All Iberian, a novembre '97 e a gennaio '98.

Mills deve ringraziare una delle diciotto leggi ad personam, la ex Cirielli, se il suo culo britannico non giace su una italica branda al Regina Coeli. Grazie a questa legge, i tempi di prescrizione per la corruzione in atti giudiziari scattano dopo 10 anni e non più dopo 15 anni.


Commenti a caldo

Silvio Berlusconi:  "Non ci posso credere, non ditemelo... Accolgono la nostra tesi dopo tutti questi anni di tormento? Sarebbe la dimostrazione che ho sempre avuto ragione, che su di me è stato imbastito un teorema, che i giudici hanno agito con motivazioni politiche"
No, non hanno accolto la tua tesi. Quella nella quale tu sei l'uomo più perseguitato dalla magistratura che, una volta liberato da questo fardello diventa presidente e incita la squadra di rugby a vincere il sei nazioni per sconfiggere il razzismo nei confronti dei corruttori, dei mafiosi e dei ladri.

giovedì 18 febbraio 2010

Penultim'ora

Berlusconi crede che l'inchiesta sulla protezione civile sia frutto di un complotto contro di lui. Come se le troie fossero una sua esclusiva.

Di Pietro: "Bertolaso si dimetta sul serio. Come ha fatto De Luca".

Frattini proverà a risolvere la crisi dei visti con la Libia. Se avete amici a Tripoli, dimenticateli.

Immigrazione, Maroni adesso auspica più accoglienza e integrazione. Dentro i CIE.

Scajola ribadisce: "stiamo valutando 14 proposte per vedere dove mettere gli operai di Termini Imerese". Si vede che ha contato pure i suggerimenti volgari.

domenica 14 febbraio 2010

martedì 9 febbraio 2010

A year ago














Berlusconi: "Dovevo evitare la sua morte"

Magari, invece di litigare con Napolitano per fare una legge della quale non te ne fregava una sega (dato che ad un anno di distanza non si è fatto nulla in materia), avresti dovuto imporre le mani su di lei ed esclamare: "alzati e cammina".
Caro Berlusconi, come pensavi di evitare la sua morte se non sei riuscito ad evitare neanche quella cazzata sul restare incinta?
Non riesci neanche ad evitare che Povia ci canti una canzone a Sanremo! E senza cocaina!

Francamente, dal secondogenito di Dio mi aspettavo qualcosa di meglio.

lunedì 1 febbraio 2010

Freddo

La scorsa settimana ha fatto talmente freddo che Berlusconi ha dovuto farsi montare i capelli invernali.



P.S. Ovviamente ho voluto svelare questo mistero per Repubblica. Pare che il direttore Masi non ci abbia dormito per tre notti di fila.

mercoledì 23 dicembre 2009

Christmas Carol 2009

Quando Silvio si destò, era così fitto il buio, che guardando dal letto, egli distingueva appena la finestra trasparente dalle pareti opache della camera. Ficcava nelle tenebre i suoi occhi da furetto quando la sua attenzione fu attirata da due bagliori rossi e sinistri alla sua sinistra. "Giusto – pensò – sarebbero sospetti se i bagliori fossero sinistri alla mia destra. Ma, a pensarci bene, anche se fossero bagliori destri alla mia destra, ci sarebbe poco di cui fidarsi."
E mentre continuava ad arrovellarsi in tali elucubrazioni, si stropicciò gli occhi e si accorse che si trattava solo delle cifre illuminate di una sveglia digitale.
"Le sette!" esclamò d'improvviso tirandosi su nel letto. Era sempre stato un tipo dinamico il vecchio Silvio Berlusconi. Uno che alle sei del mattino era già al lavoro per mungere le presse. Un presidente operaio. Ma anche adesso che non faceva più l'operaio, il fattore, il cantante e il partigiano, non aveva perso l'abitudine della mungitura.  Fece per alzarsi e scendere giù dal letto, quando ebbe un forte senso di vertigini. Notò che i suoi piedi ciondolavano molto distanti dal pavimento. Un pavimento per niente familiare. Preso il coraggio a due mani, lo intrecciò insieme alle lenzuola per realizzare una fune, con la quale si sarebbe potuto calare giù dal letto (un trucco che aveva imparato negli anni '80, pensando che un giorno gli sarebbe tornato utile).
Sceso in terrà, squadrò per bene la stanza  in cui si trovava e realizzò che quella non era casa sua. Niente lettone di Putin, niente quadri dell'800, niente Jacuzzi dentro al bagno, niente mignotta dentro la Jacuzzi. Panico.
"Sandrobondi! Bonaiuti! Dove siete?" cominciò ad urlare Silvio.
"Non ti può sentire nessuno caro il mio presidente" disse con voce profonda il supporto per la flebo.
Silvio, sbigottito, sgranò gli occhi per guardare meglio nella direzione da cui gli era parso sentire la voce, e vide proprio il supporto per la flebo. E dietro, magrissima, scorse una figura umana.
"Fassino? Sei tu? – chiese allibito – Se è per quella storia delle intercettazioni tra te e Consorte che ascoltai in segreto, molto prima che le avessero i magistrati, ne approfitto per dirti subito che è tutta una balla dei giornali comunisti. Io non le ho mai ascoltate quel 24 dicembre 2005 a casa mia, seduto in poltrona, in compagnia di mio fratello Paolo. Ricordo che sorseggiavo un Chian..."
"Taci, pinocchio! Non sono Fassino" lo interruppe bruscamente il losco figuro.
"Chi siete e che cosa siete?" domandò allora Silvio con la voce stridula di una ragazzina spaventata. E operaia.
"Sono lo Spirito del Natale passato."
"Quello dell'anno scorso? – gli domandò soppesandosi spavaldo i testicoli – L'anno della festona in Sardegna con le ragazzette porcellette e la Noemi?"
"Si."
"E allora cos'è quell'aria smunta? Ci siamo divertiti un casino quella sera! Non sei riuscito a rimediare neanche un culetto? Dovevi spacciarti per sottosegretario. Funziona sempre! Ah... ma forse tu... Non è che a te piacciono i maschi? Su quel versante caschi male alle mie feste. Ma ti posso dare un paio di indirizzi che mi hanno passato alcuni parlamentari."
"Hai finito di sproloquiare come al solito?" tuonò lo spirito.
Silvio, umilmente, disse di non avere avuto alcuna intenzione di offenderlo. Non che avesse mai avuto nulla da ridire sui gay. A patto che gli stessero sempre di fronte e ben in vista, ovviamente. Ribadendo le sue scuse, osò poi domandare allo spirito quale fosse il motivo che lo aveva fatto venire.
"La tua salute!" rispose lo spirito. "Hai forse dimenticato che sei ricoverato in ospedale perché un pazzo ti ha tirato un Duomo di gesso sul muso?"
In quel momento Silvio trasalì. Si portò le mani al volto e toccò le bende che gli coprivano il labbro superiore, il naso e due denti. "E vero! Ero al tesseramento della PDL, stavo stringendo mani e raccogliendo batteri dal mio popolo quando, a un certo punto, ho sentito un botto e ho capito che erano i miei denti. Ora ricordo tutto!"
"Hai rischiato di morire. Lo sai vero?"
"Se mi avesse preso sull'occhio?"
"No. Se ti avesse preso sull'occhio adesso saresti un presidente pirata."
"Sarebbe stato figo!"
"Ad ogni modo, hai rischiato di morire e non per la statuetta."
"No?" fece Silvio incuriosito. "E allora come avrei rischiato di morire?"
"Se fosse stato un vero attentato, avrebbero potuto spararti. O peggio, saresti potuto morire cadendo dal predellino, se la macchina si fosse messa in marcia. Chi è il capo della tua scorta? Pippo della Disney?"
"Veramente sarei io..." tentennò Silvio.
"Ma dico io, c'è una cosa che lasci fare agli altri?"
"Pagare le tasse?" ribatté prontamente lui con un sorrisetto sornione.
"E poi, ma come ti è venuto in mente di uscire dall'auto e mostrare alle telecamere e alla gente il tuo grugno sanguinante?"
"Sul momento mi sembrava un'idea ganza." Poi, avvicinandosi allo spirito gli disse sottovoce "pensaci un attimo: hai visto come ovulano le ragazzine per l'attore di Twilight? In quel momento ho pensato alla prossima cena a Palazzo Grazioli. Con le mie ospiti, eccitate come anguille, mentre gli mostro il filmino dell'attentato dove ho la bocca tutta sporca di sangue come un vampiro... Cazzo, viene duro persino a me!"
"Cristo santo! Sei senza speranza" esclamò  irritato lo spirito.
"No dai, non dire così. Perché tanto odio contro di me?" piagnucolò lui.
"Ero venuto qui per farti redimere” disse. E poi gli spiegò che ciò che alimenta il clima di odio nei suoi confronti non sono altro che i suoi comportamenti, le sue dichiarazioni, i suoi processi, le leggi ad personam, il disprezzo per le istituzioni ma soprattutto il fatto che scopa come un coniglio.
"Non è vero! – ribattè – io mi comporto benissimo. Sono tutte invenzioni dei giornali comunisti, stampati dai magistrati comunisti, che poi li fanno leggere ai dieci giudici su quindici della corte costituzionale comunista, perché cinque membri sono di nomina presidenziale e noi abbiamo avuto, purtroppo, gli ultimi tre presidenti comunisti, che erano invidiosi che io ho le palle, e le mie palle sono comunist..." (si portò le mani alla bocca).
"Cosa?"
"Lascia perdere la parte delle palle."
"Vieni con me" disse allora lo spirito, porgendogli la mano.
"Cos'è, mi vuoi portare in paradiso? Non ci penso neanche. Non sono pronto, ci sono tantissime cose che devo ancora avere."
"Non sono la morte, deficiente. Vedi per caso qualche falce? Indosso un cappuccio? Dammi la mano che voglio solo mostrarti delle cose."
Così, anche se titubante, Silvio tese una mano tremante allo spirito. Questi la prese e d'improvviso Silvio si accorse di non trovarsi più nella stanza dell'ospedale. Si guardò attorno e notò molte cose a lui familiari. Poi, la sua attenzione fu attirata da cinque uomini che si stavano salutando con baci e calorose pacche sulle spalle, parlando in un idioma incomprensibilmente pieno di 'u'.
"Chi sono?" chiese Silvio allo spirito.
"Non li riconosci? Uno è il tuo fido braccio destro: Marcello Dell'Utri."
"Adesso che lo guardo meglio hai ragione. Ma è giovanissimo!"
"Guarda adesso." In quel momento entrò un giovanissimo Silvio, vestito con un maglioncino girocollo, una camicia sotto e un pantalone jeans. Sportivo, con un sorriso fluente e una chioma smagliante, il giovane Silvio cominciò ad intrattenersi amichevolmente con i quattro amici di Marcello Dell'Utri: Stefano Bontate, Tanino Cinà, Nino Grado e Francesco Di Carlo.
Alla vista di quella scena, il vecchio Silvio sbiancò. Si ricordò di quell'incontro avvenuto tanti anni prima a Milano. Si ricordò dei quattro signori siciliani, delle sue richieste di aiuto per una certa minaccia di sequestro, e soprattutto del suo commiato da questi signori. Promise loro di essere a disposizione per qualunque cosa. Gli tornarono in mente anche tutti i magheggi finanziari delle sue prime imprese, i suoi compagni della P2, la nascita illegale del suo impero mediatico, i rapporti con i politici corrotti, la discesa in campo, quella nel letto e la discesa dalla quale aveva fatto rotolare giù il paese negli ultimi 15 anni. A quel punto Silvio sentì salire un brivido lungo la schiena. Non fece molta strada. Poi, buio.

Silvio si svegliò tutto sudato e si accorse di essere nuovamente nel suo letto all'ospedale. Accovacciato ai piedi del letto, dormiva beato il fido Sandrobondi.
"Forse è stato solo un incubo" pensò Silvio. "Sandrobondi sveglia! Sandrobondi!" cominciò a sbraitare. Ma quello niente. Dormiva di sasso.
"Non ti può sentire. Gli ho dato una polpetta avvelenata" disse una voce alle sue spalle.
"Oh mio dio! Di nuovo!" disse Silvio nascondendosi dietro al corpo molliccio del suo ministro alla cultura. "Chi sei, lo spirito del natale presente?"
"No caro Silvio. Tu non sei neanche minimamente paragonabile al vecchio Scrooge del racconto di Dickens. Le speranze che tu ti redima sono pari a quelle che Gasparri risolva un cubo di Rubik, o che Bossi recuperi l'uso dell'altra metà del suo cervello."
"Gianfranco sei tu?"
"Non sono Gianfranco. E neache lui lo è."
A questo punto, Silvio gettò Sandrobondi giù dal letto e poi si tuffò sopra di lui per attutire la caduta. Rimessosi in piedi, si diresse svelto verso la porta ma la maniglia era fuori dal suo limitato spazio aereo. Pensò che doveva trattarsi di un ospedale pubblico costruito coi soldi dei comunisti. Ma non c'era tempo per un discorso ufficiale. La voce era ancora lì e la sentiva sogghignare nell'oscurità.
"E va bene. Cosa vuoi: Soldi? Un appalto? Una legge? Un ministero?" disse con tono autoritario, decidendo di rischiare il tutto per tutto. "Mettiamoci d'accordo".
"Non voglio niente da te, patetica parodia di un dittatore".
"Ma si può sapere chi sei e cosa vuoi allora?"
"Sono lo spirito della Costituzione Italiana. E voglio farti un culo così."
"Non puoi! Io sono stato eletto democraticamente."
"Si vede che non hai letto gli ultimi sondaggi. Danno il mio piede affondato nel tuo culo al 75%. Sei spacciato."
A quelle inquietanti parole, Silvio cominciò ad urlare e a dimenarsi in terra. "Noo, non è possibile!" urlava e si strappava i capelli finti. Lo spirito, divertito, rideva di gusto e la sua risata entrò in risonanza con i gemiti del povero cristo in un lamento grottesco e straziante.
"Solo l'amore salva, solo l'amore salva, solo l'amore salva" ripeteva adesso, accovacciato, ondeggiando freneticamente. "Solo l'amore salva, solo l'amore salva, solo l'amore sal..."
"Silvio! Silvio" disse Bonaiuti scuotendolo con vigore. "Silvio, tutto bene?"
"Oh, ma... Paolo. Sei davvero tu Paolo?" chiese riaprendo gli occhi.
"Silvio, sono io. E' tutto a posto. Devi avere fatto un brutto sogno" disse Bonaiuti stringendolo forte a sé come una mamma farebbe con il proprio idraulico.
"Paolo, meno male che sei tu. Sapessi che brutto sogno che ho fatto" e così cominciò a raccontare tutto al suo portavoce. Dopo averlo ascoltato con attenzione, Banaiuti lo rassicurò "stai tranquillo, si è trattato solo di un brutto sogno. Non esistono gli spiriti della Costituzione, schiocchino."
Sentendo quelle parole, Silvio tirò un grosso respiro di sollievo. Più tardi gli furono portati i giornali e vide con piacere che Bonaiuti aveva ragione. Tutto procedeva per il meglio, anzi, grazie allo spiacevole incidente occorsogli, i suoi erano riusciti a far distogliere l'attenzione da tutte quelle brutte cose che ultimamente gli avevano fatto rischiare di perdere la fiducia della gente.
E mentre faceva colazione con il consueto caffè, cornetto e pompino, Silvio pensò a quanto tutto fosse molto più buono del solito. Merito dell'ex confratello Cicchitto? In effetti, non poteva che ritenersi soddisfatto dei duri attacchi contro Santoro, Travaglio, e Repubblica fatti dal piduista brisè. E anche il pompino non era male.
Da quel giorno, Silvio chiese a Bonaiuti di restare con lui la notte. Con una lampadina accesa. E così facendo con gli spiriti non ebbe più a che fare; ma si rifece con gli italiani. E di lui fu sempre detto che non c'era uomo al mondo che sapesse così bene governare il paese.


...
Tratto da ScaricaBile N/25

mercoledì 16 dicembre 2009

Blood


Quando ho visto le foto di Berlusconi con la bocca insanguinata, la prima cosa che ho pensato è stata che la ragazza avrebbe dovuto dirglielo che aveva le mestruazioni.

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