venerdì 27 marzo 2009

In caso di emergenza seguite il sentiero luminoso

pope picsNon so se l’avete saputo, dato che i telegiornali in genere non ne parlano, ma la settimana scorsa il papa è andato in Africa. Da quelle parti non vedevano un tedesco girare su un’auto blindata dai tempi di Rommel.

Ad ogni modo, questa visita in Africa del papa è stata molto interessante. Durante il suo tour in Camerun e Angola il pontefice ha tenuto alcune messe negli stadi, visitato gli ammalati, incontrato i fans, firmato autografi. Insomma le classiche cose che fanno i leader spirituali con numerosi seguaci, o Bono Vox quando non scrive canzoni.
Ma quello che sicuramente ha fatto più discutere sono state le dichiarazioni di Ratzinger sull’uso del profilattico nella lotta contro l’AIDS. Parole forti che hanno suscitato le critiche di mezza Europa. Idioti esclusi.

Durante il volo di andata, infatti, i giornalisti presenti a bordo si sono accapigliati per intervistare il santo padre sui temi più importanti di questo suo viaggio: dal problema della pandemia di AIDS, all’aumento del prezzo dei diamanti.
E proprio alla domanda su come intenda affrontare il problema della diffusione dell’AIDS il papa ha risposto:
«… non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema».

Sbigottimento generale tra i giornalisti, panico tra gli accompagnatori. Qualche prete è stato visto indossare il giubbotto di salvataggio temendo il peggio. Il papa ha detto senza mezzi termini che i preservativi non servono a combattere l’AIDS, e anzi aumentano il problema. Secondo Ratzinger serve invece un comportamento umano morale e corretto. Esattamente quello che insegnano al corso di immunologia.
Devo dire che in un certo senso io sono d’accordo. Distribuire i preservativi alle persone non basta per prevenire l’AIDS, bisogna anche farglieli mettere!
E Joseph non è forse il più adatto ad insegnare come vanno usati. - Scusi Santità, guardi che non sente niente perché se li è messi sulle orecchie -


Per Benedetto decimosesto i preservativi non sono dunque efficaci, e per molti fedeli questo è un giudizio tecnico più che affidabile. (E sono le stesse persone che sanno che il papa non ne ha mai preso in mano uno!).
Ma quando si parla di religione non ci si può aspettare che venga tirata in ballo la logica. La logica è per la religione quello che la Kriptonite è per Superman. Provate ad avvicinare la logica a uno di questi fondamentalisti cristiani, vi accorgerete subito degli effetti: occhi sbarrati, sudore freddo, irritabilità e immediata accusa di stregoneria (o come amano chiamarla adesso: relativismo).

La religione da sempre preferisce la superstizione alla scienza; la divinazione delle ossa di abbacchio alla ricerca scientifica. Studi recenti hanno però dimostrato che gli unici preservativi inefficaci sono quelli bucati. Dai preti.

Naturalmente, dopo lo shock suscitato da queste dichiarazioni, i papomani più sfegatati si sono precipitati sul camion dei pompieri parlando di “travisamento” delle parole del santo padre. Pensate, un travisamento così evidente che Il Vaticano, nel pubblicare la trascrizione integrale dell’intervista, ha dovuto modificare le parole pronunciate realmente da Benedetto XVI sui preservativi. Non che la cosa mi sorprenda, del resto non è la prima volta che modificano le scritture secondo le loro esigenze.

Il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, ha parlato addirittura di «polemiche spinte fino all’insulto e alla distorsione dei fatti da parte di media». Una dichiarazione che dimostra che l’Osservatore Romano forse dovrebbe dare un occhiata in giro e smetterla di fissare di continuo le nudità degli affreschi nella cappella sistina.
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Altre opinioni da ricordare…

Silvio Berlusconi ha detto: «Difendiamo la libertà della Chiesa anche quando si trova a proclamare principi e concetti lontani da quelle che sono le opinioni che vanno di moda tra intellettuali e giornalisti».
Per Berlusconi quindi la scienza è una moda. La cosa non mi sorprende dato che l’unica ricerca scientifica su cui Berlusconi ha investito è quella sui capelli artificiali.
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Pier Ferdinando Casini: «Contro Benedetto XVI c’è la manina di qualche massoneria internazionale impegnata a negare l’affermazione delle radici cristiane in Occidente».
Si Pierferdi, sono gli alieni di Scientology.
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Franco Frattini: «Non commento le parole del Papa».
Un ministro degli esteri che non commenta le dichiarazioni fatte da un capo di stato estero. Quando c’è da fare il suo lavoro Frattini è sempre in vacanza.
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Carlo Giovanardi: «Il pontefice ha parlato come un buon padre di famiglia che ai figli insegna che, prima di tutto, per evitare rischi ci vuole una gestione intelligente della propria sessualità».
Me lo vedo Giovanardi da adolescente, chiuso nella sua cameretta, sdraiato sul suo lettino, intento a farsi una “gestione intelligente della sua sessualità”.
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Tornando alla cazz… alla dichiarazione di Ratzinger sull’inefficacia dei preservativi nella lotta all’AIDS, la cosa che trovo veramente assurda è che a parlare di come si affronta un problema sanitario non sia un medico ma un uomo che indossa un cappello buffo. Il fatto che Ratzinger talvolta si aggiri tra i malati con il bastone papale non fa di lui il dott.House!
Ognuno con il proprio mestiere. Un medico non dice la sua su come vanno condotte le omelie o in quale parrocchia vanno spostati i preti con la patta della tonaca sempre aperta.

Non si può fare disinformazione scientifica. Non si può dire che il preservativo non serve a combattere l’AIDS e anzi peggiora il problema. E non conta niente che a dirlo sia il papa e lo faccia a diecimila metri dal suolo. Se il Ratzinger volesse farmi credere alle sue parole dovrebbe prima librarsi in aria con le sue sole forze. Troppo comodo usare l’aereo.

In questa faccenda il rischio più grave è proprio quello che i fedeli più assidui prendano le parole del pontefice come verità incontrovertibili, e si comportino di conseguenza.
C’è gente pericolosa la fuori, e la riprova è che ancora nel 2009 ci sono fondamentalisti cristiani fermamente convinti che l’AIDS sia la punizione che dio ha creato per gli omosessuali. Andiamo, è ridicolo! Lo sanno tutti che la punizione di dio per gli omosessuali è Cristiano Malgioglio.

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Pezzo apparso a Bernadette mentre leggeva lo ScaricaBile n°12

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Borghezio Docet

Ecco cosa fa Borghezio quando non è troppo occupato a dare fuoco alle catapecchie degli extracomunitari.



Ok, dopo la visione siete liberi di stropicciarvi gli occhi e vomitare.
Un membro del Governo che da consigli ai neofascisti, ma soprattutto la rivelazione che la Lega è in realtà un movimento che usa il regionalismo come scusa per mascherare istanze nazifasciste. Quante altre prove vi servono per mandarli definitivamente affanculo?

Quanti giornali o telegiornali ne hanno parlato?
Calma… uno alla volta please.

giovedì 26 marzo 2009

Numeri

Come riporta Repubblica.it:
Ecco i redditi dei parlamentari 
Berlusconi dichiara dieci volte di meno

BerlusconiROMA - Il reddito di Silvio Berlusconi, nel 2007, si è ridotto a un decimo rispetto all’anno precedente: 14.532.538 euro, contro i 139.245.570 del 2006. E’ quanto si legge nella dichiarazione dei redditi del presidente del Consiglio presentata lo scorso anno e relativa al 2007. Il premier ha pagato un’imposta lorda di 6.242.161 euro, mentre l’imposta a credito è stata di 399.169 euro.

In soli dodici mesi il reddito dichiarato da Silvio è crollato a un decimo di quello dell’anno precedente.
Sono contento che abbia trovato un bravo commercialista.

Che strano… nel 2008, con Prodi al governo, Silvio aveva dichiarato dieci volte di più. Prodi e quella sua “fissa” della lotta all’evasione fiscale. Non voglio certo dire che adesso, con Silvio al comando, per gli evasori sia sempre Natale, però diciamo che mi è capitato di vedere ancora qualche festone e ciuffetti di vischio su qualche portone. Ma forse, molto più semplicemente, si tratta solo di un complotto organizzato dalle calcolatrici digitali.

I numeri però non mentono. Come cavolo avrà fatto il Premier a perdere tutti quei soldi in soli dodici mesi? Forse era amico di Bernie Madoff.

The God's masterplan

That’s the Faith (I Like It)…

Master Plan PICS

mercoledì 18 marzo 2009

Poverino

Berlusconi

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No, a me non piace quello che faccio, lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato…

* L’ultima volta che ho controllato mi pare che non ci fosse nessuno ad obbligarlo. Si vede che devo essermi perso qualche riunione o qualche avviso di garanzia.

* “Lo faccio solo per senso di responsabilità”. O per dirla con le parole di Confalonieri: per non finire in galera.

* Anche io sono disperato e mi fa schifo quello che fa Berlusconi. Sembra incredibile ma finalmente abbiamo qualcosa in comune.


Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo

* E’ colpa sua. Se non si fosse fatto le leggi ad personam a quest’ora riposerebbe tranquillo su una bella brandina con vista sbarre.

* E’ incredibile. Non ha riposato per otto settimane ma il Governo non ha fatto una cippa per affrontare la crisi. Chissà che guai se si fosse riposato anche solo 5 minuti.

* Ma lo capisco. Otto settimane di fila a raccontare balle sono stressanti.


Ma io sono abituato a lavorare, pensi che per 21 giorni non ho mai dormito due notti consecutive nello stesso letto

* E’ vero. E ci sono 20 ragazze e 1 futuro ministro che possono testimoniarlo.

* Berlusconi è un imprenditore, per lui lavorare significa guadagnare. E, da questo punto di vista, bisogna dargli atto che da quando fa il presidente del consiglio ha lavorato tantissimo.

* Comunque Berlusconi ormai ha una certa età. Sarebbe il caso che cominciasse a dedicare più tempo a quelle attività svolte dalla gran parte dei suoi coetanei come ad esempio giocare a carte con gli amici, pisciarsi i pantaloni e magari morire. Sono sicure che nessuno gliene vorrà.

martedì 27 gennaio 2009

Le scimmie religiose

Un team di ricercatori dell'università di Copa Cabana, ha condotto un interessante studio su un gruppo di cebi adulti ai quali sono stati insegnati i rudimenti delle tre principali religioni monoteiste. Il lavoro dei ricercatori ha richiesto alcuni mesi per inculcare ai tre gruppi di scimmie tutte le varie e pittoresche regole delle tre religioni. I cebi, che posseggono un cervello molto simile a quello di molti esseri umani e più sviluppato di alcuni parlamentari, hanno però dimostrato di essere molto recettivi ai dogmi e, già dopo sole due settimane di insegnamenti, i tre gruppi di scimmie discutevano animatamente sulla figura di Gesù; se costui fosse un profeta, il figlio di dio o la prima rock star della storia.

Ad ogni modo, al termine della catechesi, i ricercatori hanno potuto notare, con discreta soddisfazione, mista a pacche sulle spalle e svariate pinte di birra, che gli esemplari di tutti e tre i gruppi erano stati trasformati con successo in assidui praticanti: le scimmie cattoliche non andavano mai a messa adducendo le scuse più incredibili, quelle musulmane si mettevano tutti i giorni, a una certa ora, a pecorina verso La Mecca, e quelle ebraiche al sabato non facevano assolutamente nulla, a meno che non ci fosse qualche palestinese a cui tirare palline di cacca.

L'attenzione dei ricercatori si è concentrata in particolare sulla scimmie cattoliche, le quali si davano un sacco di arie, sostenevano di non avere niente a che fare con l'evoluzione dell'uomo e in particolare con quella di Calderoli. Ma la cosa più insopportabile per gli scienziati era il dover sopportare le loro continue lamentele sulla conduzione dei test che, secondo le pelose credenti, li avrebbe condotti all'inferno. Relativamente poi all'interazione con gli altri due gruppi, le cattoliche passavano le giornate ostentando la loro tolleranza e la loro carità porgendo in dono alle altre scimmie tutte le banane troppo mature.

Ad oggi, i ricercatori stanno continuando ad osservare il comportamento di queste scimmie con lo scopo di trovare una cura valida e definitiva per questo tipo di malattie. 
 
 
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Pezzo uscito per ScaricaBile N/8
 

Incredibilmente premiato al concorso "Olio di Satira" 2009

martedì 13 gennaio 2009

Risiko!


Durante queste feste natalizie ho giocato spesso a Risiko, il famoso gioco da tavolo che ha come argomento una guerra tra nazioni. L'ideale insomma per vivere appieno lo spirito natalizio.
Scopo del gioco è il raggiungimento di un obiettivo predefinito, segreto e diverso per ciascun giocatore, che può consistere nella conquista di un certo numero di stati, nella conquista di due o più continenti o nell'annientamento con sberleffo di un giocatore di religione diversa.
Ciascun giocatore comanda un gruppo di armate, identificate tramite dei piccoli carri armati di plastica colorati, con le quali occupa i territori del tabellone, attacca i territori occupati dagli altri giocatori e si difende dagli attacchi. Nel Risiko la “difesa preventiva” non esiste, o meglio esiste ma per evitare confusione si chiama “attacco”.

Non tutti i giocatori, durante lo svolgimento della partita, hanno però lo stesso numero di armate ed è questo che rende interessante il gioco. Chi ha più carri armati in genere può farsi beffa di chi ne possiede meno, in termine tecnico si chiama "capitalismo" o anche "democrazia".

Oltre ovviamente all'intelligenza strategica (cioè attaccare i più deboli), anche la sorte ha un ruolo molto importante nel gioco, dato che gli scontri tra armate attaccanti e difendenti si svolgono tramite il lancio di alcuni dadi. Se ai dadi risulti essere abbastanza fortunato, puoi vantarti affermando che il tuo dio è il più figo, anche se chi perde tenderà a non ammetterlo facilmente (un buon motivo per continuare ad attaccarlo). Al massimo lamenterà che la sua sfortuna dipende dal fatto che il suo dio al momento è in vacanza ai tropici con Frattini o è rimasto imbottigliato nel traffico, e che alla fine fa tutto parte del suo divino e misterioso puzzle ravensburger.
All'inizio della partita ciascun giocatore riceve una carta scelta a caso dal mazzo degli Obiettivi; su tale carta viene riportato lo scopo del giocatore.
L'obiettivo deve essere mantenuto segreto per evitare che gli altri giocatori o le organizzazioni internazionali facciano di tutto per evitare che sia raggiunto; un informazione distorta, per dissimulare il proprio obiettivo, è fondamentale per vincere una partita, ma purtroppo nella scatola non sono inclusi né certi direttori del telegiornale, né falchi neo-con.

Insieme alla carta Obiettivo, ciascun giocatore riceve alcune carte Territorio sulle quali sono appunto scritti i territori sui cui disporre le proprie armate. A differenza della realtà, nel Risiko le statuizioni delle carte vengono rispettate. Durante le partita, però, ciascun giocatore può con qualunque scusa conquistare un territorio altrui attaccandolo con le proprie armate. Le scuse più gettonate per l'attacco sono: "in quel territorio hanno armi di distruzione di massa, e anche diverse fiction prodotte dalla Rai", oppure "il vostro dio ha rigato la macchina al nostro dio, dobbiamo pur difenderci!", o anche "il vostro territorio galleggia sopra il nostro petrolio".
La partita termina non appena uno dei giocatori raggiunge il proprio obiettivo mentre tutti gli altri “rosicano” di brutto (infatti secondo me dovrebbero modificare leggermente il nome del gioco).
Questo grosso modo è il Risiko, un gioco divertente fino a quando lo fai su un tavolo e a soffrire sono solo i tuoi amici. Peccato che spesso molte persone ci giochino nella realtà, così tanto per dare prova di quanto sia superiore e intelligente la razza umana rispetto alle altre creature terrestri. Inoltre, esattamente come nel gioco, ogni tanto c'è qualcuno che cerca di barare con il numero delle armate; in questi casi basta solo stare attenti: se gridano e piangono, non sono carri armati.

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Questo pezzo era su ScaricaBile N/7. Se ve lo siete persi siete degli osservatori internazionali

martedì 2 dicembre 2008

La rivendicazione

Usa, allarme dell'Fbi: Al Qaeda è pronta a colpire New York


Da qualche parte nel deserto...


Achmed: Forza, sbrighiamoci a fare questo video che siamo già in ritardo sulla tabella di marcia.
Zizzad: Scusa perché dovrei recitare io?

Achmed: Perché io ho portato la telecamera.

Zizzad: Si, ma se recito io poi sarò anche costretto a farmi saltare in aria. Lo sai come funzionano queste cose, chi fa il video testamento poi si deve imbottire il pacco con l'esplosivo.

Achmed: Oh che sbadato, non ci avevo pensato!

Zizzad: ...

Achmed: Mettiamola così, sarai il primo di noi due a perdere la verginità con le 72 pollastrelle che il nostro Dio ci metterà a disposizione nell'aldilà.

Zizzad: Si ma non ti preoccupare, posso anche aspettare e farmi qualche donna navigata nel frattempo.

Achmed: Qui? Impossibile. Dovresti farlo e nel contempo evitare le pietrate.

Zizzad: Hai ragione. Comunque se vuoi lascio a te l'onore di servire Allah e spazzare via un po' di occidentali miscredenti.

Achmed: Ormai ho fatto REC.

Zizzad: Hai sempre la scusa pronta tu. E va bene, procediamo col video.

Achmed: Mettiti li, contro la parete rocciosa.

Zizzad: Qui? Ma c'è del piscio di cammello. Non mi posso spostare?

Achmed: No, altrimenti gli americani poi identificano la zona.

Zizzad: Ma se quelli non sanno manco dove si trova l'Afghanistan su una cartina.

Achmed: Parlo dell'intelligence.

Zizzad: ...

Achmed: La CIA, idiota! Quelli che ci spiano da anni senza mai riuscire a prenderci perché troppo occupati a controllare il petrolio iracheno.

Zizzad: Ah! Potevi dirlo subito che parlavi dei miscredenti adoratori di Britney Spears!

Achmed: Dai muoviamoci che il sole picchia e io ho la pelle delicata.

Zizzad: Ok, ok, mi metto qui. Però così sembra che la pisciata l'abbia fatta io. Che figura ci faccio? Alla CNN già non avranno una buona impressione di me, dato che mi farò esplodere in centro durante il periodo dei saldi, in più devo anche apparire come un integralista incontinente. Mi sembra troppo.

Achmed: Che palle, lagni più di una suora. Prendi il fucile e appoggialo sulla roccia alle tue spalle, così copre la macchia di piscio.

Zizzad: Ottima idea! Così fa molto più professionale.

Achmed: Ti vuoi muovere a recitare questa stramaledette rivendicazione?

Zizzad: Gli occhiali li tolgo o li lascio?

Achmed: Indifferente.

Zizzad: Ok li tengo su, così sembro un uomo di cultura.

Achmed: ...

Zizzad: Pronto. 3, 2, 1, azione! Americani, voi e il vostro dio meritate il nostro disprezzo e per questo ci faremo esplodere nei vostri luoghi di culto: i fast food.

Achmed: Stop! Ma che cavolo dici?

Zizzad: Improvvisavo.

Achmed: Non siamo al Saturday Night Live, attieniti al testo per favore.

Zizzad: Americani! voi e il vostro... non ce la faccio! Questo testo di rivendicazione è un obbrobrio. Chi l'ha scritto Baricco?

Achmed: No, ce l'hanno mandato quelli della direzione centrale. Questo discorso richiede passione ed entusiasmo. Prova ancora.

(Dopo ottanta estenuanti minuti di prove...)

Achmed: Perché non usi un approccio differente Qualcosa per i giovani musulmani...

Zizzad: Ciao, sono Zizzad Jarreah e anche io, quando non mi faccio saltare in aria, ascolto Radio Kabul.

Achmed: Stop! Ma che diavolo era?

Zizzad: Scusa, pensavo alla pubblicità della radio.

Achmed: Dai lasciamo stare per oggi. Inoltre è pure finito il nastro.

Zizzad: E come facciamo per il video?

Achmed: Riproviamo domani. Oppure uso solo le immagini della tua faccia e ci metto sopra l'audio di qualche altra rivendicazione.

Zizzad: Ma gli americani non se ne accorgeranno?

Achmed: Macché, sono anni che i sottotitoli che mettono ai nostri video non c'entrano niente con quello che diciamo in realtà.

Zizzad: Questi americani sono proprio strani.

Achmed: Per questo Allah vuole che li uccidiamo.
 

 
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Pubblicato su "Emme" n°58

martedì 25 novembre 2008

Compleanno in famiglia per Topolino

 
(pics di Tonus)

Lesa (Novara) - La festa per il suo ottantesimo compleanno Topolino ha voluto organizzarla nella sua nuova casa sul lago. Qui alberi e siepi non sono impenetrabili, la scorta c'è ma non si vede, Pluto abbaia e corre avanti e indietro nel parco tra il prato all'inglese dove atterra l'elicottero e l'approdo per il sommergibile (in regalo con i prossimi 4 numeri del fumetto). Centinaia di persone assiepate dietro ai cancelli per tutto il giorno. Tutti ad invocare il festeggiato: Mickey Mouse.

Il topo più famoso del mondo è atterrato verso mezzogiorno con la moglie Minnie, i figli Piermickey, Marina, Luigi, Barbara, e i nipotini Tip e Tap. Baci e flash dei fotografi sotto le pale dell'elicottero pilotato da Paperinik. Topolino mostra un look giovanile indossando i classici calzoncini rossi e le scarpe gialle col tacco che l'hanno reso famoso in tutto il mondo. La moglie Minnie indossa invece un completo bianco con un elegante cappellino che le copre le orecchie e non solo quelle. I figli e i nipotini Tip e Tap vestono abiti color pastello. Sembra quasi di trovarsi in un paesaggio magico alla Mary Poppins o in una allucinazione indotta dall'LSD.
La folla lo acclama, i giornalisti sono in delirio, un reggiseno vola per aria, è quello di Giuliano Ferrara! Topolino si avvicina al cancello d'ingresso e si ferma a lungo a parlare e scherzare.

Qualche foto di rito con le mitiche corna, i soliti scherzi da prete e qualche battutaccia sulle donne; il caro vecchio Topolino appare rilassato e disteso mentre racconta a giornalisti ed amici delle sue ultime esibizioni in giro per il mondo. Parla anche di politica e di attualità facendo le imitazioni di Putin, Obama e Ahmadinejad del quale però non riesce a pronunciarne il nome senza annaffiare i presenti. Gli ospiti rimasti asciutti sono i più divertiti, i giornalisti eiaculano.
Riguardo la sua salute esclama: «nessun malore, potrei farmi 5 topine anche subito ahah!». Poi, dopo un calcio sugli stinchi da parte di Minnie, ritratta: «non l'ho mai detto!». Eh si, Topolino è proprio in forma.

La festa è molto informale, solo con i familiari e gli amici più intimi della Disney. Il pranzo è stato cucinato da Nonna Papera, Pippo intrattiene gli ospiti con musica dal vivo ma, come al solito, combina un guaio stonando tutte le canzoni di Mariano Apicella, migliorandole.
Tra gli invitati riconosciamo Archimede, Qui Quo Qua, Pinocchio (caro amico nonché consigliere personale), le bellissime Cenerentola, Mary Poppins, Aurora e la Sirenetta (tutte "timbrate" come ama dire Topolino), Biancaneve, i sette nani, Brunetta, Peter Pan, Capitan Uncino, Bambi, Simba, Orazio e Clarabella (che si sono auto invitati), Bianca e Bernie, la banda Bassotti, Macchianera, Filippo Facci e Buzz Lightyear. Non invitato invece Di Pietro Gambadilegno.

Dopo pranzo, anche un simpaticissimo spettacolo di burattini per i più piccoli. Tip e Tap sono letteralmente impazziti nel vedere Angelino Alfano combattere contro i saraceni. Anche Brunetta era entusiasta. «Devono divertirsi anche loro - scherza nonno Mickey - facciamo tutto in casa perché è giusto festeggiare, ma bisogna anche risparmiare, altrimenti chi lo sente poi Tremonti?».
Verso le 19.00 Topolino e la sua famiglia si preparano a tornare in città. L'elicottero scende sul prato atterrando sopra il piccolo Bambi. Alcuni si scandalizzano, la chiesa non dice nulla quindi è ok. Prima di partire, Topolino esce a salutare i fans. Ultimi baci e fotografie con alcune massaie che indossano cappellini con le orecchie e la scritta “Topolino Presidente”. Ancora un paio di corna che non guastano mai, e poi via nel cielo al chiaro di luna.


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Pubblicato su "Emme" n°57

lunedì 10 novembre 2008

Il Caso Phoenix

Il robot Phoenix su Marte è in fin di vita. A 158 giorni dal suo sbarco sulla superficie del pianeta rosso, la sonda della Nasa sta soccombendo vittima delle tremende condizioni ambientali. Per questo motivo gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, che dalla terra controllano le sue condizioni, hanno deciso di staccarne in anticipo l'alimentazione.

Il caso di Phoenix ricorda quello di Hal9000 (il computer di bordo dell'astronave di 2001 Odissea nello spazio - ndr), ma è molto diverso. A differenza di Hal9000 che non voleva essere spento, Phoenix prima di partire ha lasciato detto ai suoi costruttori che in caso di problemi non avrebbe voluto rimanere a fare il vegetale su un pianeta più inospitale di un sindaco leghista.

Naturalmente la decisione degli scienziati di staccare la spina ha suscitato forti polemiche negli ambienti del Vaticano. Il Cardinal Bagnasco ha espresso tutta la sua preoccupazione sulla vicenda: "Togliere l'energia ad un robot è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno".
Per la chiesa la vita va difesa in ogni suo momento poiché sulla vita stessa, e sulla sua interruzione, nessun uomo ha alcuna signoria. Tanto meno degli scienziati che sono ancora convinti che gli uomini si siano evoluti dalle scimmie.
Secondo l'Osservatore Romano, nessun esperto potrebbe, allo stato attuale, dichiarare l’irreversibilità della condizione di stato vegetativo, se non in base ad una scelta puramente soggettiva. E pertanto accusa gli scienziati di volersi sostituire a Dio.

Ma dalla California i creatori di Phoenix ribattono: "Non stiamo evocando una sorta di diritto alla morte, ma un diritto a dire si o no a qualsiasi prolungamento di alimentazione su un robot che ha già il processore spento. Naturalmente ci stiamo muovendo nel più rigoroso, pieno e trasparente rispetto di ogni legge della robotica e del buon senso".

Intanto sia il Movimento dei Robot Cristiani che la Lega degli Ingegneri Robo-Cattolici hanno aderito all'appello di Giuliano Ferrara in difesa della vita di Phoenix. Simbolicamente spediranno un cellulare, un vibratore o un altro oggetto elettronico presso la sede del laboratorio a Pasadena


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Pubblicato su “Emme” n° 55

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